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| Dal sito del Popolo della libertà: |
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Per dare vita al partito unico del Popolo della Liberta’ il primo passo deve essere quello della nascita dei coordinamenti regionali, che dovranno essere costituiti per il 70% da rappresentanti di Forza Italia e per il 30% da uomini di Alleanza Nazionale. E’ quanto si legge nella lettera che il coordinatore azzurro Denis Verdini e Ignazio La Russa, reggente di An, stanno inviando alle organizzazioni dei due partiti sul territorio e a tutti i parlamentari, compresi quelli europei. La lettera serve a spiegare ”il percorso” che portera’ al partito unico, cosi’ come aveva gia’ anticipato Verdini, subito dopo l’incontro a tre a Palazzo Chigi con il premier, Silvio Berlusconi e lo stesso La Russa proprio sul futuro del Pdl. “Il successo delle elezioni di aprile – si legge nella lettera firmata dai due responsabili dei partiti – ci ha indicato la strada che i cittadini hanno scelto per la semplificazione e la modernita’ del quadro politico”. Ora tocca ai partiti fare la loro parte: quindi “ferme restando le vostre competenze sui singoli partiti – scrivono ai coordinatori locali – vi preghiamo di formare sin d’ora, sotto la guida dei coordinatori regionali, un coordinamento regionale del Pdl’”. Le nuove strutture dovranno rispettare “l’intesa stipulata dai partiti prima delle elezioni”, cioe’ il 70% agli azzurri e il 30% al partito di Fini. Fermo restando che “situazioni particolari regione per regine, potranno con il nostro consenso trovare anche diverse intese”. Ma ci sara’ spazio anche per i partiti o i movimenti minori: chi ha “ottenuto eletti”, ma anche chi ha “una rilevanza territoriale” e abbia aderito al Pdl sara’ inserito “insieme ad autorevoli e ben individuate personalita’ nei coordinamenti regionali, provinciali e comunali, affinche’ il Pdl si realizzi in tutte le sue componenti”. I compiti dei comitati saranno quelli di creare le strutture del Pdl sul territorio, in tutti i comuni e le province, “evitando – sottolineano – incomprensibili discussioni che possano scaturire dalle questioni locali”. Dovranno poi costituire una “federazione tra gruppi consiliari” e dare avvio a “una ricognizione sul territorio” per mettere a punto il lavoro da fare in vista delle prossima tornata di amministrative. Infine l’ingresso di “persone fuoriuscite, elette e non” dovra’ passare per il “consenso unanime di tutti i partiti, al fine di non creare difficolta’ e malumori per gli alleati, dovendoci ormai considerare a tutti gli effetti – concludono – membri dello stesso Popolo della Liberta’”. |
| 19/07/2008 |
